Levatacce mattutine

Levatacce mattutine

La fotta per stare il più possibile in mezzo alla natura è, di questi tempi, abbastanza insaziabile e la stagione al momento ci regala dei colori davvero meravigliosi.

Quale migliore occasione quindi per puntare la sveglia della domenica mattina alle ore 5.30, uscire con il buio pesto e sentire quella piacevolissima sensazione di fresco che ti macina le ossa?

Così insomma è. Treno direzione Porretta, sosta ordinaria al bar china e via verso Castelluccio su per una salita gratuita e impestatissima. L’umore in gruppo è dei migliori; dopo 10 minuti abbiamo il primo problema meccanico. Qualche rapida bestemmia al deragliatore anteriore e via che si va!

Arrivati nel bellissimo borgo di Castelluccio proseguiamo sempre su asfalto, tra meravigliosi castagneti secolari e boschi selvaggi. Anche qui la salita non molla un cazzo e non ci darà tregua fino al rifugio di Monte Cavallo. La forestale che soppianta la strada asfalta è davvero bella, tant’è che decidiamo di fare una deviazione al Monte Piella per goderci la vista sulle valli sottostanti di primo mattino.

Ma non dimentichiamoci la sfiga, vera patrona del viaggiatore. Poco dopo il Piella, foro la ruota posteriore, il lattice tiene, ma non abbastanza; per ora si va avanti così.

Arriviamo al Passo Tre Croci, stupendo punto panoramico sulla Valle del Randaragna e antico valico tra Emilia e Toscana. Per non essere da meno, il Fuser fora a cento metri dal rifugio di Monte Cavallo. Ormai sappiamo che siamo vittima di quella bastarda regola aurea che se qualcosa può andare peggio sicuramente lo farà, ma il morale è alto e la voglia di andare all’avventura è inarrestabile. E allora dajeeeeeeee

Dopo una sosta obbligata al rifugio a base di polenta ragù e vino rosso, proseguiamo sulla forestale che conduce al Monte di Granaglione, godendo tantissimo su un fondo non male, accompagnato da un bosco di pini neri e abeti.

Dalla cima si può ammirare tutto il crinale della Sambuca di fronte a noi e l’Alta Valle del Reno in basso, spaziando fino al Monte Pidocchina e ai territori pistoiesi. Tutto perfetto dicevamo, e proprio per questo il maltempo alza il primo cartellino giallo. Dobbiamo muoverci; ci manca ancora una buona parte di strada. Ci manca tutto il crinale della Sambuca che cavalca i monti, scende a Pavana e giunge a Porretta.

La discesa verso Granaglione è tutta sterrata con ampi spazi aperti e un fondo un po’ molesto, ma super godibile. Si torna poi in asfalto su una bellissima strada scassata che attraversa piccoli borghi sperduti, dalla storia millenaria.

Il tempo però peggiora e cominciano le prime gocce di pioggia. Più il morale è alto più la sfiga picchia duro e infatti Lando perde la potenza frenante dei suoi dischi. Proviamo ad armeggiare ma niente, non ne veniamo a capo; la bici non frena un cazzo. Come per magia compare un tizio che scopriamo essere uno degli organizzatori della Appenninica MTB e si offre di portare il buon Cavalier Landi alla stazione di Pracchia per dargli l’estrema unzione.

La Strada della Faggeta che sale la Sambuca è ormai un progetto abbandonato. Torniamo quindi indietro verso Porretta e da qui torneremo a casina bella pedalando.

Ringraziamo il traffico fermo in Porrettana per averci permesso di sfoggiare tutta la nostra superba cafonaggine alla faccia degli automobilisti imprecanti, attendisti di una strada sgombra che si avvererà soltanto tardissimo.

Nel complesso – sfighe a parte – giro impegnativo, ma davvero bomba totale! Super consigliato ai regaz.

Specifiche generali:
Km: 113
Dislivello positivo: 1.700m
Dislivello negativo: 1.990m
Tipologia di terreno: Considerando da Porretta a Pracchia: 60% sterrato tra forestali e sentierini e 40% asfalto. Tornando a Bologna pedalando, la percentuale di asfalto aumenta.

Bici consigliata:
MTB Front ma subirai il ritorno a Bologna da Porretta.
Gravel con coperture da almeno 38.

Tracciato:
Scaricala, pedalala, tagga i RUPEX su qualsiasi social coso
e se ti senti ispirato, contribuisci alla traccia!